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IL TERMINE ROBOT

Il termine robot prende origine da un pezzo teatrale dell'artista ceco Karel Capek intitolato R.U.R. Rossumovi Univerzalni Roboti (i robot universali di Roussom), scritto nell'anno 1920. In questo spettacolo, dei piccoli esseri meccanici e antropomorfi, denominati robota, eseguivano alla perfezione gli ordini e i comandi impartiti dal loro padrone.


I robot, costituiti interamente da materia organica e simili agli esseri umani, venivano costruiti nella fabbrica fondata dal dottor Rossum, ubicata su un'isola sperduta in mezzo all'oceano. L'utopia di Domin, l'incauto demiurgo della Roussum, era di liberare l'umanità dalla schiavitù della fatica fisica. Ma gli effetti furono catastrofici, l'umanità reagi male, affondò nel vizio e nell'indolenza, e le nascite iniziarono a calare in modo preoccupante. I robot, ormai diffusi in tutto il mondo, iniziarono a ribellarsi ai loro creatori e a sterminarli. Quando la moglie di Domin, con intuito e determinazione tutti femminili, distrusse i manoscritti che contenevano le istruzioni per la fabbricazione degli androidi, era ormai tardi: i robot avevano ormai conquistato la Terra, e i più evoluti di essi avevano scoperto (e sembrano gradire) il modo in cui si riproducevano gli esseri umani.

In lingua ceca, il termine "robota", significa lavoro pesante.

Successivamente il termine "robotica" viene coniato dallo scrittore fantascientifico Isaac Asimov (1920-1992).


Ing. A. Missaglia

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